La Via Appia

La via Appia collegava Roma a Brundisium (Brindisi), il più importante porto per la Grecia e l’Oriente nel mondo dell’antica Roma. L’Appia è probabilmente la più famosa strada romana di cui siano rimasti resti, nonché la prima strada costruita secondo criteri moderni, tanto da permetterne l’utilizzo anche in inverno. La sua importanza viene confermata dal soprannome che i Romani le avevano dato: Regina Viarum.

LA STORIA

I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C., per volere del censore Appio Claudio Cieco, appartenente alla Gens Claudia, che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma ai colli Albani. I lavori di costruzione si protrassero fino al 190 a.C., data in cui ne venne completato il percorso fino al porto di Brindisi.

Fra i vari avvenimenti tragici che la caratterizzarono si ricorda la crocefissione lungo la via, nel tratto da Roma a Pompei, di 6.000 schiavi che si erano ribellati  sotto la guida del celebre Spartaco, nell’anno 71 avanti Cristo.

La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano, Adriano.

Nel Medioevo, l’Appia divenne, insieme alla via Traiana, la via dei crociati, ed anche Federico II salpò dal porto di Brindisi in direzione della Terra santa.

La strada cadde poi in disuso per molto tempo, anche a causa dell’inclusione in aree private di buona parte del suo percorso, fin quando Papa Pio VI, verso la fine del 1700, confiscando le aree rese proditoriamente private, la riportò in attività e ne ordinò il restauro, realizzato con il recupero e l’esposizione “museale” di molte parti di edifici romani, tombe e non solo.

Ampie parti della strada originale si sono preservate fino ad oggi, in particolare lungo il tratto più vicina a Roma, purtroppo ancora percorribile in auto, si possono ammirare tombe, terme, resti di templi e altre costruzioni romane del periodo fra il 300 ac e il 400 dc, spesso trasformate per utilizzi successivi, ma anche catacombe delle prime comunità cristiane.

Ancora oggi può essere considerata un vero e proprio museo a cielo aperto, fra l’altro restaurato in occasione del Giubileo del 2000, per riportare alla luce quanto più possibile dell’antico tracciato stradale, asportando la copertura in asfalto che era stata posata sul basolato antico per permettere il passaggio dei carri armati americani nel ’44.

ITINERARIO

Il percorso originale dell’Appia Antica, partendo da Porta Capena, vicino alle Terme di Caracalla, collegava l’Urbe a Capua (Santa Maria Capua Vetere) passando per Aricia (Ariccia),Forum Appii, Anxur (Terracina) nei pressi del fiume Ufente, Fundi (Fondi), Itri, Formiae (Formia),Minturnae (Minturno), eSinuessa (Mondragone).
Da Capua proseguiva poi per Vicus Novanensis (Santa Maria a Vico) e, superando la Stretta di Arpaia, raggiungeva, attraverso il ponte sul fiume Isclero, Caudium (Montesarchio) e di qui, costeggiando il monte Mauro, scendeva verso Apollosa ed il torrente Corvo, su cui, a causa del corso tortuoso di questo, passava tre volte, utilizzando i ponti in opera pseudoisodoma di Tufara Valle, di Apollosa e Corvo, i primi due a tre arcate e l’ultimo a due. Questi furono distrutti durante la seconda guerra mondiale, e solo quello di Apollosa è stato ricostruito fedelmente.

È dubbio quale percorso seguisse l’Appia da quest’ultimo ponte fino a Benevento; rimane però accertato che essa vi entrava passando sul Ponte Leproso o Lebbroso, come indicato da tracce di pavimentazioni che conducono verso il terrapieno del tempio della Madonna delle Grazie, da cui poi proseguiva nel senso del decumano, cioè quasi nel senso dell’odierno viale San Lorenzo e del successivo corso Garibaldi, per uscire dalla città ad oriente e proseguire alla volta di Aeclanum (Mirabella Eclano), come testimoniano fra l’altro sei interessanti cippi miliari conservati nel Museo del Sannio.

L’Appia raggiungeva poi il mare a Tarentum (Taranto), passando per Venusia (Venosa) e Silvium (Gravina). Poi svoltava a est verso Rudiae(Grottaglie) fino ad un’importante stazione presente nella città di Uria (Oria) e, da qui, terminava a Brundisium (Brindisi) dopo aver toccato altri centri intermedi.
La Via Appia Traiana avrebbe poi subito dopo collegato, in maniera più lineare, Benevento con Aecae (Troia), Canusium (Canosa) e Barium (Bari).

A questi link trovi info sull’Appia, sui monumenti e sugli itinerari di visita Parco Archeologico Appia Antica