Entra nella grande bellezza dell’Appia Antica

Oggi, dopo oltre mezzo secolo, noi continuiamo a credere che dai resti della Roma antica possa nascere una sfida di modernità. Da questo cuneo verde fatto di natura e monumenti che da sud si incastra nel cuore della Capitale può germogliare un’idea nuova di città che guarda all’antico, ma non al vecchio, che è capace di rigenerarsi senza perdere la propria natura.

L’Appia Day vuole dimostrare che il progetto di Cederna di un unico parco archeologico capitolino è ancora oggi la leva per innalzare la qualità dell’intera città, soprattutto della sua periferia. Che questo grande triangolo di storia e paesaggio che dal Campidoglio si apre verso i Castelli, dopo più di un secolo di saccheggio edilizio dell’agro, è l’unica relazione rimasta tra città antica e campagna romana e l’ultima possibilità per una dignitosa forma urbis della Città metropolitana. Che Roma e i romani, celebrando domenica 13 maggio 2018 in modo festoso il fascino e l’incanto della strada più bella del mondo, vogliono riappropriarsi dell’Appia Antica e del proprio passato guardando al futuro, per costruire insieme la Capitale e il Paese di domani.

Mezzo secolo fa (dicembre 1965) il ministro dei Lavori Pubblici Giacomo Mancini, dopo anni di aspro confronto sul Piano Regolatore della Capitale, vince le resistenze del Campidoglio e vincola a parco pubblico l’intero comprensorio dell’Appia Antica, da Porta San Sebastiano ai confini del territorio comunale. Quell’iniziativa ha creato le premesse per la nascita del più grande museo a cielo aperto della Roma antica, dalla Colonna Traiana di piazza Venezia ai Castelli romani.

È passato mezzo secolo e i primi chilometri dell’Appia Antica continuano a essere ingolfati dal traffico privato, con molti veicoli e pullman turistici che passano addirittura sopra i tratti in basolato del 312 a.C. L’area è ancora interessata da un diffuso abusivismo edilizio fatto di ville lussuose e attività produttive incompatibili con la vocazione storica, naturalistica e agricola dell’area, mentre procede a fatica l’attività di acquisizione al patrimonio pubblico di alcuni monumenti di pregio inglobati nel tempo all’interno di proprietà private.

 

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